Le tavole della Legge dello Stiletto!

Nessuna donna mediamente sana di testa può resistere a un paio nuovo di stiletti.

Il potere seduttivo che un sottilissimo tacco 12 riesce a conferire anche al sedere più piallato e mento tonico della storia dell’umanità, dal giorno in cui Eva vi ha fatto la sua femminile comparsa, è indiscutibile. E del resto, ma sono in pochi a saperlo, il serpente aveva indotto l’Eva in tentazione con un paio di decolleté: le stesse che lei ha indossato per far rovinare nel peccato quel moscetto dell’Adamo.

Che le scarpe, con poche rare (e comode) eccezioni, sono meglio di un botox party: hanno meno effetti collaterali del collagene, sono meno puzzolenti di un antirughe alla bava di lumaca, più tonificanti per l’umoredi una intera boccetta di Prozac e soprattutto non c’è limite al numero che si può possedere. Con un paio di scarpe giuste ai piedi, con un tacco da non meno di 10 centimetri, anche le bassezze della vita quotidiana si vedono dalla giusta prospettiva: lui ti ha mollata per una smandrappata in mezzotacco? Salta su un 12centimetri e rimedia il numero di telefono del suo migliore amico, dondolagli davanti e segnati la tacca sul bordo del letto. La prima di un infinito numero di tacche. Tutte quelle che vuoi: che con un tacco 12 non c’è maschio che tu non ti possa portare a casa: ivi compresi Mattew McCounagey o il neo single Orlando Bloom.

Non serve Photoshop se hai ai piedi la scarpa giusta: serve solo che tu ci sappia camminare bene, soffrendo, se è il caso, le pene dell’inferno ma con stampato sulla faccia il più paradisiaco dei sorrisi possibili (non è necessario che il mondo sappia che il tuo alluce valgo sta smadonnando rinchiuso in una peep toe, no?).

Che camminare sui tacchi a spillo non è facile, lo so, ma se è vero che abbiamo più o meno imparato a parcheggiare un Suv di 4 metri nutro una certa fiducia nel fatto che possiamo anche imparare a sgallettare su 12 centimetri. Tuttavia se malauguratamente nel terzo millennio ancora qualcuna dovesse titubare sullo stiletto ecco qui le Tavole della Legge della sacchettatrice professionista:

Primo Comandamento: piega le ginocchia quando cammini. Se anche Pinocchio che era un tronco di legno aveva quell’articolazione, non vedo perché tu debba dimenticarti di usarla.

Secondo Comandamento: stai camminando non cercando di vincere la maratona di New York e quello che stai attraversando non è il ponte da Verrazzano. Ok? Quindi, per favore, cammina lentamente sennò ti ballonzolano le guance e l’effetto pachidermico ce l’hai assicurato anche se pesi 42 chili.

Terzo Comandamento: non stai nemmeno concorrendo alla medaglia olimpica per il salto triplo, quindi è del tutto inutile che ti allunghi in falcate giraffesche o tenti di fare la spaccata. Cammina e basta

Quarto Comandamento: stringi quelle chiappe che così non perdi l’equilibrio.

Quinto Comandamento: schiena dritta e petto in fuori. Se hai la gobba infilati in un busto, vai a chiedere la grazia a Lourdes o fai quello che vuoi: ma se hai deciso, giustamente, di camminare su uno stiletto bisogna che tu stia dritta, non hai alternative.

Sesto Comandamento: testa alta e sguardo altero. Chissenefrega se ti senti uno straccio, infilati dentro le scarpe giuste e raddrizza la testa: il mondo capirà che con te non si scherza, o se si scherza è perché lo hai deciso tu, e solo tu.

Settimo Comandamento: se un uomo non ti aspetta quando dondoli coi tacchi è molto, molto ma molto, probabile che non ti aspetti nemmeno sotto le lenzuola. Vedi un po’ tu se vale la pena rincorrerlo

Ottavo Comandamento: il mezzotacco sta al sesso come Maria Goretti a Cicciolina.

Nono Comandamento: la ballerina sta al sesso come… no non esiste paragone possibile

Decimo Comandamento: non esistono scarpe troppo piccole: è solo una questione di determinazione. E sorellastre di Cenerentola erano solo donne poco determinate.

Undicesimo Comandamento (altrimenti noto come regola aurea): un sedere basso si alza di diversi centimetri se lo arrampichiamo su uno stiletto.

DoubleD.

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